27-10-2014

Neri dona al Giglio una scultura in omaggio all'eroismo degli isolani

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ISOLA DEL GIGLIO. Stamani mattina all’alba la scultura di Talani è stata installata a Giglio porto. Un segno di amicizia verso l'isola da parte della società livornese NERI, leader nel settore del rimorchio marittimo, che dona alla comunità una statuta di bronzo di 3 metri a ricordo del coraggio e della generosità dei gigliesi che hanno accolto i sopravvissuti la notte fra il 12 e il 13 gennaio del 2012. Fra le tante storie di coraggio anche quelle di gigliesi che per primi hanno scalato quella biscaglina in senso opposto per andare a salvare persone che venivano risucchiate dai gorghi d’acqua all’interno di una nave che affondava, rischiando quindi la propria vita nello slancio del soccorso.

La statua di bronzo "L'uomo che salva il mare" dell'artista Giampaolo Talani verrà installata nella piazzetta di Giglio Porto, dono, appunto, delle società Neri di Livorno e Smit Salvage di Rotterdam (che hanno partecipato alle operazioni successive al naufragio di rimozione del carburante). 

L'opera  ricorda "il coraggio e l'abnegazione degli abitanti dell'Isola del Giglio, portando davanti al mare con la sua presenza un messaggio di speranza". Talani, tra l'altro è autore dei bronzi "Il marinaio" sistemato all'imbocco del porto livornese di San Vincenzo e "Rosa dei venti" ora alla stazione ferroviaria di Santa Lucia a Venezia, e dell'affresco alla stazione fiorentina di Santa Maria Novella progettata dall'architetto Michelucci. 

L'uomo di bronzo del Giglio avanza tra le onde con una rosa in mano, omaggio a chi soccorre e lavora negli episodi imprevisti e gravi che sconvolgono il mare e la vita di coloro che ne abitano le rive: "Non è un eroe, è ogni uomo disposto ad intervenire con tutta la sua umanità per salvare e dare accoglienza ad altri uomini; è il singolo e tutta la collettività che si prodiga per i propri simili in difficoltà come gli abitanti del Giglio hanno saputo fare offrendo tutte le risorse disponibili".

Con il posizionamento di questa scultura sarà completata la riqualificazione della piazzetta Demo's di Isola del Giglio. Il progetto di allestimento urbano è stato progettato dall'architetto livornese Paola Talà. "Si tratta - spiega il sindaco Sergio Ortelli - di una donazione significativa e apprezzata da tutti i gigliesi. Da una parte, infatti, rimarrà indelebile la nostra riconoscenza per due aziende che hanno scongiurato il rischio del disastro ambientale; dall'altro perché è importante che nessuno dimentichi tutt'oggi lo straordinario gesto che hanno compiuto i gigliesi".


La realizzazione prevede una grande seduta curva essenziale come la linea di battigia realizzata utilizzando il tradizionale granito accostato al design del piu' innovativo acciaio cor-ten.
La curva termina con tre volumi cubici che si scompongono in un gioco geometrico e che richiamano, stilizzandoli, la scogliera e il molo; qui si erge la  statua "che con tutta la sua volontà , con la forza e l'amore che possiede affronta il pericolo del mare senza sfidarlo e con l'impegno serio per la salvaguardia della vita umana in mare, il rispetto dell'ambiente marino e della natura, simboleggiato dalla rosa che stringe nella mano". Energie che Talani ancora una volta racconta in chiave poetica: la rosa , cioè l’accoglienza e l’altruismo  e le forti barche che solcano le onde , cioè tutte le tecnologie  necessarie assieme alla solidarietà per la sopravvivenza degli uomini e del mare.

L’opera deriva dalla gratitudine e stima che Neri Livorno e Smit Salvage Rotterdam hanno nutrito per la magnanimità e il coraggio dimostrati dalla gente del Giglio in un momento di straordinario impegno lavorativo a difesa del mare e della vita umana in mare, proprio quando la minaccia dell’inquinamento del mare del Giglio e della Toscana è stata allontanata dalla solerte azione di ‘marine salvage’ da esse condotta . Di qui l’intento di donare all’Isola del Giglio , ai gigliesi ed ai loro ospiti, uno spazio rinnovato e soprattutto l’emozione dell’arte nella vita di tutti i giorni. Citando Botero l’arte può dare ‘momenti di felicità, un rifugio di esistenza straordinaria, parallela a quella quotidiana”.