20-10-2014

No Aries parte da Genova

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Parte da Genova, città di Cristoforo Colombo, la prima grande avventura navale italiana in fatto di Spazio. Sabato 4 ottobre è partito dalle banchine della Stazione Marittima il megarimorchiatore Nos Aries dei Fratelli Neri: è diretto nel Pacifico, dove recupererà la navicella spaziale Intermediate eXperimental Vehicle di ritorno da una inedita ambiziosa missione tutta di stampo europeo (e italiano) sotto l’egida dell’Agenzia Spaziale. 

Si tratta della navetta spaziale Intermediate eXperimental Vehicle (IXV), che effettuerà un volo suborbitale destinato a testarne le strutture e i materiali, progettati per gestire correttamente il rientro controllato in atmosfera di futuri veicoli riusabili. 

Non solo l’Agenzia Spaziale Italiana ha un ruolo di primo piano nel programma, ma l’industria aerospaziale nazionale vi ha partecipato, con una funzione di coordinamento della costruzione del veicolo (assemblato nelle officine della Thales-Alenia di Torino), ha la responsabilità dello sviluppo e della gestione del segmento di terra (mission control center, ground stations, rete di comunicazione con il centro ALTEC), e - attraverso una innovativa collaborazione intersettoriale - dovrà gestirne anche il recupero in mare dopo il rientro in atmosfera

La parte marittima non ha richiesto solo un semplice “servizio”, ma l’implementazione di una vera integrazione strategica, perché la nave che opererà il recupero sarà anche uno degli elementi del sistema di controllo a terra della missione, e non il meno importante. 

Questa sfida è stata raccolta dalla “Fratelli Neri” di Livorno, che si è aggiudicata la gara internazionale su base tecnico-economica indetta da Thales nel 2011 con una proposta che prevedeva la costruzione di un mezzo appositamente progettato, per un investimento di 15 milioni di euro

Costruita nei cantieri Yuexin in Cina, la Nos Aries è un mezzo dotato di sistema di classe DP-2 per il mantenimento automatico della posizione controllato GPS, di lunghezza di 60 metri, con propulsore doppio per un totale di 6.000 HP, e dotato di un deck di 370 metri quadri di superficie libera.

La nave batterà la bandiera italiana (ulteriore motivo di prestigio per l’Agenzia Spaziale Italiana), e avrà equipaggio italiano. Avvalendosi della grande esperienza nel campo sia del recupero in mare in condizioni difficili o addirittura estreme, sia dei supply-vessels in operazioni off-shore, Neri ha saputo garantire la messa a disposizione del mezzo e della capacità di gestirne l’uso anche a fronte delle particolari esigenze di questo insolito incarico. 

Pur non essendo eccezionale né per dimensione né per peso, il veicolo spaziale, presenta infatti elementi di rischio specifici (ad esempio i residui di combustibile del sistema di razzi direzionali) e richiede cautele speciali nella manipolazione ai fini delle successive fasi di verifica tecnica post-flight, che cominceranno subito dopo che questo sarà issato sul pontile e inserito nell’apposito hangar da parte dei tecnici Thales-Alenia presenti sulla nave. 

La base di lancio dell’IXV è a Kourou nella Guyana Francese (dove in estate sono arrivati i vari materiali, tutti partiti da Genova). Da Kourou la nave si posizionerà a Panama per essere pronta a raggiungere il Pacifico e l’area prevista per l’ammaraggio in tempo utile secondo la programmazione del lancio nella seconda metà di ottobre. Dopo il recupero in mare, la nave riporterà il veicolo spaziale a Genova per il rientro in Thales-Alenia per gli ulteriori studi.