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02-04-2014
Fratelli Neri effettua il ripescaggio nell’Oceano Pacifico di un veicolo spaziale sperimentale costruito da Thales-Alenia

 

01-01-2013
F.lli Neri noleggia a Edison il suo nuovo supply vessel L’azienda livornese mette nel mirino nuovi investimenti nel segmento off-shore

 

 

02-04-2014

Fratelli Neri effettua il ripescaggio nell’Oceano Pacifico di un veicolo spaziale sperimentale costruito da Thales-Alenia

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Torino - C’è davvero molta Italia nel programma IXV dell’Agenzia Spaziale Europea ESA, che porterà nel prossimo ottobre il prototipo di navetta spaziale Intermediate eXperimental Vehicle (IXV appunto) a effettuare un volo suborbitale destinato a testarne le strutture e i materiali, progettati per gestire correttamente il rientro controllato in atmosfera di futuri veicoli riusabili. 
Non solo l’Agenzia Spaziale Italiana ha un ruolo di primo piano nel programma, ma l’industria aerospaziale nazionale vi ha partecipato, con una funzione di coordinamento della costruzione del veicolo (assemblato nelle officine della Thales-Alenia di Torino), ha la responsabilità dello sviluppo e della gestione del segmento di terra (mission control center, ground stations, rete di comunicazione col centro ALTEC anch’esso a Torino), e - attraverso una innovativa collaborazione intersettoriale - dovrà gestirne anche il recupero in mare dopo il rientro in atmosfera. 
La parte marittima non ha richiesto solo un semplice ‘servizio’, ma l’implementazione di una vera integrazione strategica, perché la nave che opererà il recupero sarà anche uno degli elementi del sistema di controllo a terra della missione, e non il meno importante.   Questa sfida è stata raccolta dalla F.lli Neri di Livorno, insieme alla Intermare di Genova, che si è aggiudicata la gara internazionale su base tecnico-economica indetta da Thales nel 2011 con una proposta che prevedeva la costruzione di un mezzo appositamente progettato, per un investimento di 15 milioni di euro. 
Costruita nei cantieri Yuexin in Cina, la Nos Aries sta in questi giorni effettuando le prove in mare. Si tratta di un mezzo dotato di sistema di classe DP-2 per il mantenimento automatico della posizione controllato GPS, di lunghezza di 60 metri, con propulsore doppio per un totale di 6.000 HP, e dotato di un deck di 370 metri quadri di superficie libera. La nave batterà la bandiera italiana (ulteriore motivo di prestigio per l’Agenzia Spaziale Italiana), e avrà equipaggio italiano. Avvalendosi della grande esperienza nel campo sia del recupero in mare in condizioni difficili o addirittura estreme, che dei supply-vessels in operazioni off-shore, Neri ha saputo garantire la messa a disposizione del mezzo e della capacità di gestirne l’uso anche a fronte delle particolari esigenze di questo insolito incarico. 
Pur non essendo eccezionale né per dimensione né per peso, il veicolo spaziale, presenta infatti elementi di rischio specifici (ad esempio i residui di combustibile del sistema di razzi direzionali) e richiede cautele speciali nella manipolazione ai fini delle successive fasi di verifica tecnica post-flight, che cominceranno subito dopo che questo sarà issato sul pontile e inserito nell’apposito hangar da parte dei tecnici Thales-Alenia presenti sulla nave. L’integrazione riguarderà infatti anche il personale di bordo, con un funzionario responsabile per Thales/ESA che in caso di emergenza potrà rapportarsi direttamente con il Comandante per definire le strategie di intervento. La nave sarà anche parte del sistema delle ground stations che seguiranno il volo: le prime due saranno fisse e posizionate a Libreville e a Malindi, utilizzando antenne esistenti per le fasi intermedie del volo, mentre una antenna mobile sarà installata sulla nave e seguirà la fase di rientro, ovvero il cuore del programma. A questa antenna, inoltre, è affidato il compito di ricevere e scaricare in brevissimo tempo - subito dopo l’uscita del veicolo dal black-out di comunicazione causato dalla temperatura elevatissima nella prima fase di rientro, e prima dell’ammaraggio -  dei dati di telemetria del volo raccolti dagli oltre 300 sensori installati a bordo, in modo da minimizzare i rischi di perdita. L’intero programma, e la sua ormai prossima fase operativa, è stato presentato la scorsa settimana nella sede dell’ALTEC, con la partecipazione dei rappresentanti dell’ESA, dell’ASI, di Thales-Alenia, della stessa ALTEC, e di gran parte dei fornitori che fanno capo a ben nove Paesi della UE. L’attenzione è stata centrata principalmente sul veicolo spaziale, un affascinante oggetto di cinque metri per due e mezzo, dalla forma determinata dalla prestazione aerodinamica richiesta per ridurre l’attrito con l’atmosfera durante il rientro, e riempito di apparati che permetteranno di attuarne il pilotaggio automatico e di misurare, registrare e trasmettere ogni valore della telemetria del volo sperimentale. 
La missione marittima partirà da Genova verso metà estate, con un carico di rifornimenti e apparati che dall’Europa dovranno raggiungere la base di lancio, a Kourou nella Guyana Francese (nel frattempo il veicolo sarà portato invece al centro ESTEC nei Paesi Bassi per le ultime verifiche di compatibilità ambientale). 
Da Kourou la nave si posizionerà a Panama per essere pronta a raggiungere il Pacifico e l’area prevista per l’ammaraggio in tempo utile secondo la programmazione del lancio nella seconda metà di ottobre. Dopo il recupero in mare, la nave riporterà il veicolo spaziale a Genova per il rientro in Thales-Alenia per gli ulteriori studi.